Come Ottenere Backlink di Qualità: Strategie Reali (che Funzionano Davvero anche nell’Era dell’AI)

Veronica Meriggi

I backlink non sono morti: sono solo cresciuti. Se fino a qualche anno fa bastava “farne tanti”, oggi la domanda vera è come ottenere backlink che contino davvero. Tradotto: link pertinenti, editoriali, da siti affidabili… e inseriti nel punto giusto del contenuto. Tutto il resto è rumore.

Nel frattempo è arrivata l’AI a cambiare le regole del gioco. No, non ha cancellato il valore dei link: ha alzato l’asticella. I motori (e gli assistenti AI) cercano segnali di fiducia e contesto. Se il tuo sito è autorevole e altri siti buoni lo confermano con un link, parti avvantaggiato. Se rincorri scorciatoie, vieni scartato.

In questa guida mettiamo ordine: cosa sono davvero i backlink, perché oggi contano più la qualità che la quantità, e soprattutto come costruire una strategia di link building concreta e sostenibile. Niente trucchi: vedremo tattiche applicabili a freelance, PMI e blog—dalla PR digitale ai contenuti “link-worthy”, dalle ricerche originali ai guest post fatti bene—con esempi pratici, checklist e priorità chiare.

Obiettivo: farti uscire con un piano semplice per ottenere link che muovono l’ago della SEO (anche nell’era dell’AI), senza perdere tempo in azioni che non portano risultati. Prontə? Si comincia.

Cosa Sono i Backlink e Perché Sono Ancora Così Importanti

Quando si parla di SEO, una parola torna sempre fuori: backlink. E no, non è un concetto superato. Anzi, è uno dei pochi pilastri rimasti stabili in un mondo in continua evoluzione. Google cambia, gli algoritmi si aggiornano, ma i segnali di fiducia restano la base: e i backlink sono proprio questo.

La definizione semplice: cosa significa “backlink”

In pratica, un backlink è un link che un altro sito inserisce verso il tuo. Ma più che una semplice connessione, è una raccomandazione pubblica: qualcuno ha letto il tuo contenuto, lo ha trovato utile e ha deciso di citarlo.

Immagina la rete come un grande passaparola digitale. Ogni volta che un sito autorevole linka al tuo, è come se dicesse a Google: “Ehi, questo contenuto è affidabile, dagli un’occhiata”. Più persone (o meglio, più siti) dicono la stessa cosa, più Google inizia a fidarsi anche lui.

Ecco perché i backlink sono spesso descritti come voti di fiducia. Non tutti hanno lo stesso peso, ma nel complesso servono a far capire ai motori di ricerca chi merita di salire in classifica.

Perché i backlink influenzano il posizionamento su Google

I backlink SEO contano perché Google ragiona in base a segnali. E uno dei più chiari è: se altri siti autorevoli parlano di te, è probabile che tu abbia qualcosa di valido da dire. Lo ha confermato anche Andrey Lipattsev di Google già nel 2016: i link sono tra i tre principali fattori di ranking, insieme a contenuti e segnali di comportamento utente. Da allora, nulla è cambiato nel principio, ma molto nel modo.

Oggi Google non si ferma più a contare quanti link ricevi: analizza da chi arrivano, in che contesto e come vengono usati. Un link inserito dentro un articolo rilevante, da un sito riconosciuto nel tuo settore, pesa molto di più di un link lasciato a caso in un footer o in un commento di blog.

E i numeri lo confermano: secondo diversi studi SEO (tra cui quelli di Ahrefs e Semrush), le pagine che si posizionano al primo posto su Google hanno in media quasi quattro volte più backlink rispetto a quelle nelle posizioni successive.

Non tutti i backlink sono uguali

Qui arriva la parte importante: non basta collezionarli, serve puntare alla qualità dei backlink. Un link può aiutarti, ma può anche farti danno se arriva da una fonte sbagliata.

Ecco i tre elementi che fanno la differenza:

  • Pertinenza: se gestisci un blog di marketing e ricevi un link da un sito di viaggi, non ha molto senso. Google se ne accorge e lo considera poco rilevante.
  • Autorità del dominio: un link da un sito riconosciuto (come una testata, un’azienda del tuo settore o un’università) pesa molto più di decine di link da siti appena nati o sospetti.
  • Posizione e contesto: un link inserito dentro un paragrafo, circondato da testo coerente e utile, è più “forte” di uno piazzato in un blocco di link o in fondo a una pagina.

Ah, e un ultimo punto spesso trascurato: l’anchor text, cioè le parole su cui il link è inserito. Dev’essere naturale. Se tutti i tuoi link hanno come testo “migliori consulenze SEO Genova” (o qualunque keyword target), sembri artificiale. Google lo nota e può penalizzarti. Meglio alternare: brand, parole generiche (“qui”, “questo articolo”), e keyword leggere.

I backlink sono ancora uno dei fattori più solidi e affidabili della SEO. Ma funzionano solo se costruiti nel modo giusto: naturali, pertinenti e da fonti autorevoli. Il trucco non è “ottenerne tanti”, ma meritarne di buoni.

Come È Cambiata la Link Building?
Come È Cambiata la Link Building?

Dalla Quantità alla Qualità: Come È Cambiata la Link Building

Se fai SEO da un po’, lo sai già: c’è stato un tempo in cui bastava seminare link ovunque per scalare le SERP. E funzionava pure. Oggi invece, la link building è un lavoro di fino. Si parla di backlink naturali, autorevolezza e strategie etiche. In pratica, la differenza tra chi costruisce fiducia nel tempo e chi cerca la scorciatoia.

Quando i link contavano (quasi) solo per la quantità

Torniamo indietro di vent’anni. Nei primi anni 2000, la SEO era una specie di Far West digitale. Più link avevi, meglio era. Semplicissimo. Bastava iscriversi a decine di directory, scambiarsi link con chiunque o creare network di siti propri (le famose link farm). Google premiava la quantità e pochi si preoccupavano della qualità.

Poi sono arrivati gli aggiornamenti che hanno messo fine alla festa. Prima Google Panda (2011), che ha iniziato a penalizzare i contenuti di bassa qualità. Poi Google Penguin (2012), che ha colpito in pieno i profili di link artificiali e i siti che compravano o scambiavano link in modo massivo.

Da lì, la musica è cambiata: Google ha cominciato a guardare oltre il numero e a valutare il valore reale di ogni collegamento. Non più “quanti link hai”, ma “chi ti linka e perché”.

L’era dei link di valore

Oggi i backlink sono ancora un segnale fortissimo per la SEO, ma con una logica molto più sofisticata. Google vuole capire se il link ha senso nel contesto in cui si trova. Un esempio semplice: se un magazine di marketing linka la tua guida su come costruire una strategia di contenuti, quel collegamento è coerente, naturale e utile. Se invece un sito random di ricette linka la stessa guida… beh, qualcosa non torna.

La frase chiave da tenere a mente è questa: meglio un link da un sito autorevole che cento da siti sconosciuti. Un solo link “buono” può spostare davvero il posizionamento di una pagina, mentre una manciata di link casuali rischia solo di sporcare il profilo SEO.

Per capire quanto pesa la qualità, pensa così: Google analizza chi ti linka, dove lo fa, come lo fa e in che contesto. Un link editoriale, dentro un contenuto ben scritto e pertinente, vale oro.

L’approccio strategico moderno

Fare link building oggi non significa più “costruire link”, ma costruire relazioni. E per farlo servono tre ingredienti: contenuti, visibilità e fiducia. In pratica, la link building si è fusa con il content marketing e le digital PR. Crei contenuti interessanti, li promuovi alle persone giuste, e guadagni backlink perché qualcun altro riconosce il loro valore.

Per ottenere backlink naturali, serve anche lavorare sulla percezione del tuo brand e sull’affidabilità del tuo sito. È qui che entra in gioco il concetto di E-E-A-TExpertise, Experience, Authoritativeness, Trustworthiness. Tradotto: dimostra di sapere di cosa parli, mostra prove concrete della tua esperienza, ottieni riconoscimenti da fonti esterne e costruisci fiducia.

Il risultato? Una strategia di link building etica, sostenibile e molto più efficace nel lungo periodo. Perché nel 2025, più che mai, Google premia chi riesce a essere utile, autorevole e… linkabile.

Backlink Nell’Era dell’AI: Hanno Ancora Senso?
Backlink nell’Era dell’AI: scopri se hanno ancora senso

Backlink Nell’Era dell’AI: Hanno Ancora Senso?

Con l’arrivo dell’intelligenza artificiale, la SEO non è più solo una questione di parole chiave e link. Oggi esistono risultati “AI-powered” (come Google SGE), motori di ricerca conversazionali come Perplexity o You.com, e chatbot come ChatGPT che rispondono alle domande senza nemmeno far clic su un sito. In questo scenario, molti si chiedono: i backlink servono ancora?

La risposta è sì — ma non nello stesso modo di prima. I backlink non sono più solo un fattore di ranking: sono diventati segnali di attendibilità, fondamentali anche per le intelligenze artificiali che cercano di distinguere fonti affidabili da rumore digitale.

Cosa cambia con l’AI Search

La ricerca “AI-powered” funziona in modo diverso rispetto a quella tradizionale. Quando scrivi su Google, sempre più spesso ti compare una risposta generata dall’intelligenza artificiale — la SGE (Search Generative Experience) — che riassume le informazioni più rilevanti senza costringerti ad aprire i singoli risultati. Lo stesso vale per Perplexity, ChatGPT con browsing attivo o Bing Copilot: leggono, sintetizzano e citano fonti in automatico.

Ma da dove prendono queste informazioni? Dalle stesse fonti che la SEO ha sempre premiato: contenuti autorevoli e linkati da altri siti affidabili. In pratica, l’AI “legge il web” e usa i link come bussola per capire quali pagine meritano di essere considerate attendibili. I backlink restano quindi un filtro di qualità: aiutano i modelli a identificare contenuti sicuri, aggiornati e pertinenti.

Un sito con buoni backlink ha più probabilità di essere citato (o preso come riferimento) anche all’interno delle risposte AI, aumentando visibilità e autorevolezza, anche senza clic diretti.

I backlink come “segnale di fiducia” per l’AI

Nell’era dell’intelligenza artificiale, i backlink non servono solo a “spingere” il posizionamento: servono a dimostrare la credibilità del tuo brand online. Più fonti autorevoli ti linkano, più il tuo sito diventa riconoscibile come fonte affidabile — non solo per Google, ma anche per i sistemi di AI che analizzano la rete.

Pensa a un modello come ChatGPT o Google Gemini: quando genera una risposta, pesca informazioni da fonti che hanno una forte reputazione semantica e link authority. In altre parole, se il tuo sito è stato citato da riviste di settore, portali specializzati o media autorevoli, stai costruendo una “reputazione digitale” che si riflette anche nel modo in cui l’AI percepisce (e riutilizza) i tuoi contenuti.

È il nuovo valore dei backlink: non solo ranking, ma riconoscibilità. In un mondo in cui l’AI “riassume tutto”, comparire come fonte attendibile è la vera vittoria.

Come adattare la tua strategia di link building nel 2026

La link building del futuro sarà sempre meno “manuale” e sempre più strategica e integrata. Non basta più inviare richieste di link o scrivere guest post a caso: serve costruire un ecosistema solido, che unisca contenuti di valore, visibilità e relazioni.

Ecco dove concentrare gli sforzi:

  • Contenuti originali e dati proprietari
    Pubblica ricerche, studi o analisi basate su dati tuoi. Le AI e i giornalisti online adorano fonti uniche: è il modo più naturale per ottenere citazioni e link spontanei.
  • Visibilità su media e portali digitali
    Lavora con le PR digitali per far apparire il tuo brand in articoli di settore, interviste, podcast, o riviste online. Ogni menzione di qualità rafforza la tua reputazione.
  • Citazioni anche senza link (le cosiddette brand mention)
    Anche quando un sito parla di te senza inserire un link, quella menzione può aiutare a costruire segnali di autorevolezza, che le AI tengono sempre più in considerazione.
  • Networking e collaborazione con esperti
    Co-crea contenuti con altri professionisti del tuo settore, partecipa a discussioni pubbliche, webinar, post collettivi. Ogni collaborazione di valore è un potenziale link futuro.

I backlink non sono un relitto dell’era pre-AI, ma una componente evoluta della fiducia digitale. Cambia il modo in cui li otteniamo, non la loro importanza. E chi saprà costruirli nel modo giusto — attraverso contenuti, relazioni e autorevolezza — continuerà a emergere anche quando a leggere il web non sarà più solo Google, ma anche l’intelligenza artificiale.

Come Ottenere Backlink di Qualità
Le strategie per ottenere backlink di qualità

Come Ottenere Backlink di Qualità: Le Strategie Che Funzionano Davvero

Costruire backlink non significa “farsi linkare” a caso. Significa creare connessioni che abbiano valore per chi ti linka e per chi legge. È una delle parti più delicate e strategiche della SEO, e anche una delle più fraintese. Se vuoi risultati reali, serve un approccio concreto, etico e orientato alla qualità. Ecco le strategie che funzionano davvero, oggi.

1. Crea contenuti che valgono un link

Sembra banale, ma è la base: se vuoi che qualcuno ti linki, devi pubblicare qualcosa che meriti di essere linkato.
Un buon contenuto deve essere originale, utile e completo. Non serve che sia lungo mille parole, ma deve offrire valore: qualcosa che altri siti vogliano citare.

Qualche esempio di contenuto “link-worthy”:

  • Guide pratiche (come questa): dettagliate, aggiornate e ben strutturate.
  • Ricerche o analisi su dati di settore che pochi conoscono.
  • Infografiche o risorse visuali riassuntive (ottime per far condividere il tuo contenuto).
  • Strumenti gratuiti o checklist: se aiutano le persone a risolvere un problema, riceveranno link naturali.

Un piccolo trucco: guarda i contenuti che si posizionano bene per la tua keyword su Google, e chiediti cosa manca. Colmando quel vuoto — con un’informazione, un esempio pratico, o un formato più chiaro — aumenti subito il potenziale “linkabile” del tuo articolo.

2. Fai PR digitale e costruisci relazioni

La PR digitale è il nuovo volto della link building. Invece di mandare email a freddo a decine di siti, costruisci relazioni vere: con giornalisti, blogger, creator e altri professionisti del tuo settore.

Come?

  • Interagisci sui social in modo autentico: commenta, condividi, aggiungi valore alle conversazioni.
  • Segui i giornalisti del tuo ambito su LinkedIn e Twitter (o X) e rispondi quando cercano esperti o fonti.
  • Invia proposte personalizzate, non copia-incolla impersonali. Fatti conoscere per quello che sai, non per quello che vuoi ottenere.

Un backlink conquistato grazie a una relazione reale è molto più solido (e duraturo) di uno ottenuto per caso. E, nel frattempo, ti stai costruendo una reputazione come esperto del tuo settore: un investimento che va ben oltre la SEO.

3. Guest post e collaborazioni intelligenti

Il guest posting non è morto, ma è cambiato pelle. Scrivere articoli ospiti può ancora essere una strategia efficace per ottenere backlink di qualità, purché lo fai con un obiettivo chiaro: portare valore, non riempire spazi.

Scegli siti o blog davvero coerenti con il tuo pubblico e proponi articoli che arricchiscano la loro linea editoriale.
Ad esempio:

  • Condividi dati o insight unici che possano interessare ai loro lettori.
  • Offri un punto di vista esperienziale, non teorico.
  • Evita testi scritti solo per piazzare un link — si riconoscono subito e fanno più male che bene.

Ricorda: il guest post deve arricchire, non riempire. Un articolo ben scritto e coerente può diventare il primo di una serie di collaborazioni editoriali di valore, e moltiplicare i backlink in modo naturale.

4. Offri valore prima di chiederlo

Uno degli errori più comuni nella link building è chiedere subito un favore (“mi linki questo articolo?”) senza aver dato nulla in cambio.
Il modo giusto è capovolgere la prospettiva: offri valore prima di chiederlo.

Come?

  • Cita nei tuoi articoli altri professionisti o aziende del settore.
  • Condividi risorse utili di altri autori nei tuoi post o newsletter.
  • Commenta e diffondi contenuti che ritieni validi, facendoti notare in modo positivo.

Quando poi contatterai quelle persone per una collaborazione o un link, sarà molto più probabile che ti rispondano positivamente — perché avranno già percepito la tua disponibilità e competenza. È una questione di reciprocità: in SEO, come nella vita, chi dà valore tende a riceverne di più.

5. Usa dati, ricerche o infografiche originali

I dati sono calamite di link. Se produci contenuti che includono numeri verificabili o statistiche originali, giornalisti e blogger avranno motivo di citarli e di linkarti come fonte.

Puoi raccogliere dati in diversi modi:

  • Sondaggi su Google Forms o Typeform.
  • Analisi di dataset pubblici (come quelli di ISTAT, Eurostat, o Google Trends).
  • Rielaborazioni grafiche con strumenti come Canva o Datawrapper.

Anche un piccolo studio di settore, se ben presentato, può diventare virale nel tuo ambito. Le infografiche, poi, sono perfette per ottenere backlink naturali: sono immediate, condivisibili e visivamente più forti di un testo.

6. Trasforma recensioni e testimonianze in backlink

Questa è una delle strategie più semplici ma sottovalutate. Quando lasci una testimonianza sincera per un prodotto o servizio che usi (un tool SEO, una piattaforma, un corso), molte aziende inseriscono il tuo commento nel loro sito, con tanto di link al tuo.

Inizia da qui:

  • Fai una lista degli strumenti e servizi che usi nel tuo lavoro.
  • Scrivi una breve recensione onesta, firmata con il tuo nome e dominio.
  • Invia il testo al team del brand, spiegando come ti ha aiutato.

È un win-win: loro ottengono una testimonianza autentica, tu un backlink da un sito autorevole. E se la tua recensione è ben scritta, potresti addirittura essere citato in un caso studio o in un articolo di approfondimento.

Costruire backlink di qualità è un processo lento ma sostenibile. Non si tratta di quantità, ma di creare relazioni, contenuti e valore. Ogni link conquistato così ha un peso reale nel tempo — e soprattutto, racconta qualcosa di positivo sul tuo brand.

errori di link building
Gli errori da evitare nella link building

Errori da Evitare (e Pratiche da Abbandonare Subito)

Costruire backlink è importante, ma farlo nel modo sbagliato può essere disastroso. In passato, certi trucchi funzionavano (almeno per un po’). Oggi, invece, rischiano solo di farti penalizzare da Google o di compromettere la tua credibilità. Vediamo gli errori di link building più comuni da evitare — subito.

Acquistare link da fonti non trasparenti

Partiamo dal classico errore: comprare link. È ancora una pratica diffusa, ma è anche una delle più rischiose. Google è chiarissimo: i link comprati o scambiati con l’unico obiettivo di manipolare il posizionamento violano le sue linee guida.

In pratica, se paghi qualcuno per inserire un link verso il tuo sito (o lo fai in modo poco trasparente), stai segnalando ai motori di ricerca che il tuo profilo non è naturale. Risultato? Puoi ricevere una penalità manuale, perdere posizioni in SERP o, nei casi peggiori, essere escluso temporaneamente dall’indicizzazione.

La link building etica si costruisce con tempo e relazioni, non con pacchetti “100 backlink a 30€” trovati online. Meglio un solo link buono, conquistato con merito, che cento link artificiali che prima o poi Google butterà nel cestino.

Usare anchor text troppo ottimizzati

L’anchor text è la parte cliccabile del link, e anche questo dettaglio conta. Un errore comune è esagerare con le parole chiave: inserire sempre e solo link con ancore perfette tipo “consulente SEO Genova” o “migliori strategie di link building”.

Il risultato è innaturale. Nessun sito reale linkerebbe così tante volte con lo stesso testo. Google se ne accorge e può interpretarlo come un tentativo di manipolazione.

Meglio alternare:

  • Naturale: “nel blog di Veronica Meriggi trovi una guida utile alla SEO locale”
  • Forzato: “clicca qui per i migliori servizi di consulente SEO Genova economico”

La regola è semplice: scrivi per le persone, non per l’algoritmo. Se il testo suona artificiale, probabilmente lo è.

Ignorare la pertinenza

Un backlink deve avere senso. Non serve a nulla ricevere un link da un sito che parla di cucina se il tuo blog tratta di marketing o tecnologia.
La pertinenza è fondamentale: Google valuta quanto il sito che linka sia vicino al tuo per argomento, tono e pubblico.

Un link “fuori contesto” non solo vale poco, ma può addirittura confondere i motori di ricerca sul tuo tema principale. La regola è: ogni link deve aggiungere valore all’utente che lo clicca. Se non lo fa, è meglio non averlo.

Trascurare la reputazione del proprio sito

C’è un dettaglio che spesso si dimentica: i backlink funzionano solo se il sito che li riceve è solido. Puoi ottenere anche link ottimi, ma se il tuo sito è lento, pieno di errori tecnici o privo di contenuti credibili, Google non lo considererà affidabile.

Prima ancora di cercare nuovi link, assicurati che il tuo sito ispiri fiducia:

  • usa HTTPS e un dominio chiaro;
  • cura il design e l’usabilità;
  • mostra chi sei, con pagine “Chi siamo” e “Contatti” ben fatte;
  • mantieni aggiornati i contenuti.

I backlink servono a rafforzare ciò che c’è già. Se il sito è debole, non bastano i link per salvarlo. La reputazione digitale si costruisce giorno dopo giorno, con coerenza e contenuti di valore.

Evita le scorciatoie. Gli errori di link building si pagano cari, e recuperare la fiducia di Google richiede tempo. Meglio fare meno, ma meglio: costruire relazioni autentiche, pubblicare contenuti utili e far sì che i link arrivino come conseguenza naturale del tuo lavoro.

Vuoi ottenere backlink che contano davvero (senza rischiare penalizzazioni)?

Fare link building non significa accumulare link a caso, ma costruire fiducia, autorevolezza e visibilità nel tempo. Ogni collegamento verso il tuo sito dovrebbe essere un segnale di credibilità — e per ottenerlo serve metodo, non fortuna.

Con i miei servizi di SEO e link building strategica possiamo:

✔ analizzare il profilo backlink del tuo sito e individuare opportunità reali di crescita
✔ definire una strategia di link building etica, basata su PR digitali e contenuti di valore
✔ migliorare la tua autorità di dominio, evitando link tossici e pratiche rischiose
✔ creare contenuti “link-worthy” che attirano citazioni naturali e durature

👉 Contattami e costruiamo insieme una strategia di link building intelligente, che non punta alla quantità, ma alla qualità — perché i link giusti valgono più di cento link qualsiasi.

I Backlink Non Sono Morti (Ma Si Sono Evoluti)

Nonostante gli algoritmi, le AI e i continui aggiornamenti di Google, una cosa resta certa: i backlink contano ancora. Solo che oggi non si misurano più in numeri, ma in valore.

La link building oggi è fatta di qualità, non di quantità. Di relazioni reali, non di automatismi. Di contenuti utili, non di scorciatoie.

Funziona così: crei qualcosa che valga la pena di condividere, lo racconti nel modo giusto, e le persone — e i siti giusti — iniziano a linkarti naturalmente. È un processo lento, ma solido.

Se vuoi che la tua strategia SEO generi risultati concreti, smetti di inseguire i link e inizia a costruire fiducia: quella degli utenti, dei motori di ricerca e dei tuoi interlocutori nel settore.

Perché i link migliori non si comprano e non si chiedono: si meritano. E se punti a costruire fiducia, i link arriveranno.

Come Ottenere Backlink? Domande Frequenti

Le regole del gioco cambiano, ma le domande sui backlink restano sempre le stesse. Ecco le risposte aggiornate per capire cosa conta davvero oggi (e cosa no).

I backlink contano ancora nel 2026?

Sì, i backlink contano eccome. Non sono più l’unico fattore SEO decisivo, ma restano uno dei segnali più forti di autorevolezza e affidabilità per Google e per i motori “AI-powered”. La differenza è che oggi conta la qualità del link, non la quantità: pochi backlink da fonti affidabili valgono molto più di centinaia da siti generici.

Quanti backlink servono per posizionarsi su Google?

Non esiste un numero magico. Dipende dal tuo settore, dalla competitività delle keyword e dalla forza dei siti che ti linkano. In generale, per emergere servono backlink coerenti, contestualizzati e da siti autorevoli. Anche solo 10 link di qualità possono fare più differenza di 200 irrilevanti.

È utile acquistare backlink?

Sì e no — e se fatto male può essere molto rischioso. L’acquisto di link tendenzialmente viola le linee guida di Google e può portare a penalizzazioni. O si gestisce con cognizione di causo, oppure meglio investire in PR digitali, contenuti di valore e strategie di networking: è più lento, ma costruisce risultati duraturi e una reputazione reale.

Cosa sono i backlink naturali?

I backlink naturali sono quelli ottenuti senza chiederli o pagarli. Arrivano perché qualcuno ha trovato utile il tuo contenuto e ha deciso spontaneamente di citarlo. Per ottenerli, devi creare contenuti unici, approfonditi e credibili — quelli che fanno dire “questo vale un link”.

Qual è la differenza tra link dofollow e nofollow?

Un link dofollow trasmette “link juice”, cioè autorità e rilevanza SEO al sito linkato. Un link nofollow, invece, segnala ai motori di ricerca di non passare valore SEO, ma resta comunque utile per il traffico e la visibilità. Entrambi sono importanti: un profilo backlink naturale contiene un mix equilibrato di link dofollow e nofollow.

Veronica Meriggi

Veronica meriggi

Esperta nel campo del web copywriting, della SEO e appassionata di strategie di crescita nel mondo digitale, unisco creatività e competenze tecniche per aiutare aziende e professionisti a raggiungere i propri obiettivi online. Con anni di esperienza nel settore, condivido insight pratici e consigli utili attraverso il mio blog, offrendo valore aggiunto agli appassionati del mondo digitale.

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